Chi l'ha detto che lo sfocato rovina una fotografia?... in effetti è così ma, talvolta, ciò che accade al di là della profondità di campo può generare effetti suggestivi e molto gradevoli. Vediamo come...

fotografia: "Plants" Yianite Koppens

.."boke" (senza la "h") è un termine giapponese che significa letteralmente "confusione", ed è stato adottato dal gergo fotografico (ottenendo in dono una sciccosissima "h") per definire un effetto piacevolmente sfocato che si può realizzare quando abbiamo uno sfondo ricco di texture o di punti luce (non necessariamente artificiali).
Generalmente questi punti luminosi e sfocati generano dei motivi sui quali viene isolato il soggetto che stiamo fotografando. Talvolta il Bokeh è così piacevole da diventare il soggetto stesso della fotografia.

Bokeh: come fare

  1. apriamo il diaframma scendendo sotto a f/2.8 e oltre;
  2. componiamo l'immagine;
  3. scattiamo la fotografia;

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non ti ho fatto ridere...

..ok andiamo avanti.

bokeh bird 1867066 1920In effetti sul Bokeh possiamo spendere qualche parola in più. La sua buona riuscita presuppone vari accorgimenti in aggiunta ai tre punti elencati sopra.
Iniziamo col dire che il Bokeh si ottiene prevalentemente grazie a una ridottissima profondità di campo; principali responsabili della quale sono il diaframma e la lunghezza focale.

bokeh children Bokeh - breve ripasso tecnico

L'apertura del diaframma, come sappiamo, è indicata da valori preceduti dalla lettera “f” presente su ogni obiettivo; un valore numerico basso corrisponde ad un diaframma aperto e, proporzionalmente, ad una profondità di campo minore. Viceversa valori numerici alti permettono di avere una profondità di campo maggiore. In parole povere significa che nel primo caso avremo un soggetto a fuoco completamente staccato dallo sfondo, mentre nel secondo caso l’area di messa a fuoco sarà ben più ampia (e, per questo, più adatta alla ripresa paesaggistica). A noi serve la prima impostazione, e il bokeh si ottiene così: mettendo a fuoco sul soggetto in presenza di un diaframma completamente aperto... che, poi, è esattamente ciò che facciamo (insieme a qualche altro accorgimento) per i ritratti, dove lo sfondo impastato e fuori fuoco mette in risalto il soggetto facendogli da cornice, e costringendo il nostro occhio a concentrarsi su di lui. 

Le ottiche adatte

Le lenti da tenere in considerazione per provare a sperimentare questa tecnica (ed avere ottime rese dello sfondo sfocato) sono proprio i medio-tele (solitamente con una lunghezza focale compresa tra gli 50mm ed i 150mm), i teleobiettivi ed i macro. I medio-tele sono molto usati nella fotografia ritrattistica: mantenendo un’ampia apertura di diaframma lo sfondo viene sfumato e rimane in secondo piano: questo fa sì che il soggetto, bene a fuoco e nitido, sia pienamente esaltato nello scatto finale, mentre la parte retrostante si comporta come una delicata cornice. Esistono tuttavia altri modi di definire il “bokeh” il quale, difatti, può essere anche uno sfondo con luci puntiformi fuori fuoco: questo è un effetto molto ricercato che conferisce particolari artistici alla fotografia. Il tipico bokeh circolare necessita, nella sua realizzazione, di fonti di luce puntiformi che siano abbastanza distanti dal soggetto: il diaframma a grande apertura permette la sfocatura di queste luci, decorando lo sfondo della fotografia e rendendola quasi poetica.
Prima di procedere con l’esperimento è necessario sapere che la fotocamera andrà impostata in modalità di scatto con “Priorità di Diaframma” selezionando il numero “f” della profondità di campo (come f/1.8, f/2.8, f/5,6 etc.) più basso a disposizione, al fine di scattare con una grande apertura. Questa permetterà di ottenere un bokeh rotondo e ben visibile; inoltre l’apertura stessa controlla la quantità di luce che può attraversare l’obiettivo e l’otturatore per essere registrata dal sensore, o impressa nella pellicola. Per avere risultati ottimali ed ottenere il bokeh che desideriamo, è sempre bene ricordare, ed optare, per un valore uguale o minore a f/2.8, e comunque non superiore a f/4. La maggior parte degli obiettivi in commercio posseggono lamelle del diaframma dai bordi dritti e l’effetto bokeh, prendendo la dimensione e la forma dell’apertura, solo con l'uso di minimi valori “f” risulterà più circolare e meno sfaccettato. E’ infatti possibile che con aperture minori il bokeh assuma forme poligonali. Le ottiche di fascia alta montano lamelle curve, che favoriscono l’effetto tondo per tutti i valori di apertura. Ecco come la geometria del diaframma interviene sulla buona riuscita della tecnica, ma è comunque a discrezione del fotografo la scelta dei valori a seconda dell’effetto desiderato. 

La maggior parte degli zoom standard offre molte qualità utili, ma la capacità di offrire sfocati attraenti non è una di queste. Quando si è limitati ad un'apertura massima di f/4 a 55mm sarà difficile ottenere una profondità di campo sufficientemente ridotta.
Quando si incontra questo limite è necessario fare un passo in avanti e cercare un obiettivo più luminoso.
Gli zoom di fascia medio-alta presentano un'apertura massima di f/2,8 che, nel caso dei modelli più pregiati, si mantiene costante a qualsiasi focale. E' il caso, ad esempio, del Nikon 24-70mm f/2,8G ED o del Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM; due ottiche di livello professionale dotate di una gamma cromatica e una nitidezza davvero fuori dal comune. I prezzi di questi due superbi strumenti supera, in entrambi i casi, i 1500 euro; questo li rende adatti alle tasche di pochi, sebbene desiderabili da chiunque. Tuttavia, risultati molto buoni si possono ottenere anche avendo il doveroso riguardo per il nostro portafoglio.

E' il caso di obiettivi quali: il Nikon AF-S DX 35 mm f/1.8G e il Nikon AF-S 50 mm f/1.4G; il Canon EF 50 mmf/1.8 STM ed il Sigma 105 mm f/2.8 (performante e consigliatissimo anche per la fotografia macro e ritrattistica). 
Tutte ottiche che utilizzo io stesso, con focale fissa, dal prezzo assolutamente ragionevole, dotate di un'apertura raguardevole e che restituiscono una qualità d'immagine molto buona; senza trascurare il loro peso limitato che li rende ottimi compagni di viaggio.

Il workflow

L’ultima cosa su cui studiare e riflettere, per ottenere buone foto con bokeh, è la distanza focale tra fotocamera, soggetto e sfondo. Il soggetto, infatti, meno è distante dalla macchina fotografica migliore sarà lo sfondo ad effetto bokeh e gli sfumati di sfondo annessi. Ovviamente i giochi di luce sullo sfondo sono importanti per avere scatti particolari, e ogni risultato non sarà mai uguale all'altro: questa è la parte più interessante della sperimentazione. E’ importante ricordare che la profondità di campo è una funzione della lunghezza focale dell’obiettivo.
Come detto è necessario regolare la macchina fotografica impostando la modalità “Priorità di Diaframma” tramite la ghiera delle impostazioni, ed in seguito selezionare l’apertura “f” più piccola a disposizione dell’ottica che si sta utilizzando, preferibilmente sotto il valore f/4 (sceglierla di almeno f/2,8). Zoomare il proprio obiettivo fino a 50 mm (come minimo, le lunghezze focali maggiori sono preferibili) e posizionarsi, rispetto al soggetto, in modo che quest’ultimo sia in primo piano componendo l’immagine come si preferisce, ma lasciando lo sfondo ben visibile per permettere l’effetto. Azionare la messa a fuoco (meglio se in manuale) tramite lo stesso obiettivo e, dopo la sua regolazione secondo il proprio gusto, scattare la fotografia. Se la velocità di scatto che risultasse è troppo lenta (ad esempio se il suo valore è uguale o inferiore a 1/30 di secondo) si potrebbe provare ad aumentare la sensibilità del sensore tramite gli ISO; magari portandoli nel range tra 400 e 1600, e tentando diverse prove. Si può compensare lo scatto, se risulta insoddisfacente, regolando anche l’esposizione, in modo che il bokeh sia più accentuato. Per diventare sufficientemente abili nel padroneggiare l’illuminazione e le impostazioni ci vuole sempre tempo e sperimentazione, ma più si prova e più si riusciranno a trovare i giusti compromessi per scattare fotografie d’effetto in qualsiasi condizione di luce interna ed esterna.

Bokeh creativi

Giocando di fantasia puoi trasformare i pallini sfocati e suggestivi in forme geometriche.

Parlando degli obiettivi ho fatto cenno alla possibilità di ottenere un effetto bokeh caratterizzato da cerchi perfettamente rotondi o, a seconda dell'obiettivo utilizzato, da forme poligonali più o meno marcate. Questo perchè, sul piano focale della nostra macchina (sensore o pellicola), l'area esterna alla profondità di campo è formata da tanti "cerchi" che richiamano il motivo geometrico del perimetro dell'area attraverso la quale passa la luce. Pertanto, se i bordi del diaframma (le lamelle che lo aprono e chiudono) sono tondi, le forme proiettate sul piano focale saranno dei cerchi perfetti; se, invece, i bordi del diaframma sono poligonali le forme proiettate sul piano focale saranno poligonali (per un approfondimento puoi dare una lettura veloce a questo articolo sulla "Profondità di Campo"). 
Ma se noi, in barba alle lamelle del diaframma, creiamo un passaggio per la luce a forma di abete, il risultato sarà questo:

christmas

Un cartoncino nero, un paio di forbici, matita e nastro adesivo:

Iniziamo disegnando il contorno del nostro obiettivo formando, ritagliandolo al centro, una forma geometrica (nel caso in esempio un abete) di circa 20 millimetri.
Ritagliamo il cartoncino come per trasformarlo in un tappo per il nostro obiettivo, ed applichiamolo sulla lente dell'obiettivo assicurandolo con il nastro adesivo e il gioco è fatto!

 

  



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